Il paese dei gatti

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#letture Stanislaw Lem – Memorie di un viaggiatore spaziale

imgresE’ una raccolta di racconti e memorie di Ijon Tichy. Viaggi quasi “psichedelici”, al limite del razionale, che attraversano e ridiscutono le categorie dell’essere, del pensare, al di là del tempo, dello spazio, dell’etica. L’Autore polacco finisce così per riformulare, sotto spoglie futuriste, la storia, la filosofia, la religione, la politica, con una incredibile profondità, maggiore tanto maggiore è la sottile seria ironia che pervade ogni racconto. Il lettore è condotto per mano in altri universi, mondi, culture, specie, in viaggio non solo nello spazio e nel tempo, ma anche nella mente stessa del narratore. Immersi in racconti fantastici, ambientati in un improbabile (ma forse nemmeno troppo) futuro, nel corso della lettura si aprono delle falle, proprio come buchi temporali che collegano universi paralleli, e il dubbio si insinua, si percepisce, e con non poco sgomento si intuisce infine che Ijon forse non si è mai mosso dal proprio salotto. Forse è tutto accaduto solo nella sua testa, e lui non è niente più che un povero pazzo, mentre il suo collega e socio di avventure, il professor Tarantoga, potrebbe in realtà essere semplicemente il suo psichiatra. L’intuizione trova poi una conferma nella data che conclude, lapidaria, il diario: 1966. A questo punto sorge anche il dubbio di non aver letto veramente le 300 pagine che precedono quella data, eppure, loro sono là, voluminose, contengono ancora le stesse verità. Ogni storia descrive un mondo lontanissimo, inconcepibile, ma che in via finale risulta sempre specchio della nostra realtà, del nostro essere umani. Inevitabile riflettere anche sul ruolo della tecnologia, del progresso: l’evoluzione della scienza ci sta davvero portando avanti, o stiamo semplicemente modificando i termini degli stessi medesimi problemi? Tutta l’era cd. moderna è forse solo un dispendio di energie e materia che ci farà solo ruotare intorno a noi stessi: ci viene offerto di ripensare il rapporto con il corpo, con l’anima, ma quanto lontano possiamo andare da noi stessi? Molto poco, sembra suggerire questo diario. E così, per esempio, in un mondo lontano si può finire per riuscire a creare artificiosamente l’anima immortale, ma solo per scoprire la sua assoluta e irriducibile inutilità. Si insinua il sospetto che ci è già stato dato tutto quello di cui abbiamo bisogno, non serve altro, forse. O forse, appunto, si tratta solo di considerazioni visionarie di un povero pazzo.
Dal diciottesimo viaggio:

Tutti i fatti avvaloravano la teoria che il Cosmo fosse sorto effettivamente da un atomo, ma nello stesso tempo dimostravano che un atomo così non era potuto esistere […] “Qualsiasi fisico di vostra conoscenza vi dirà che certi fenomeni su scala minima accadono, per così dire, a credito. I mesoni, queste particelle elementari, talvolta incidono sulle leggi del comportamento, ma lo fanno in maniera talmente veloce che quasi non intaccano nulla. Ciò che è proibito dalle leggi della fisica essi lo effettuano fulmineamente, come se niente fosse, e subito dopo soggiaciono a quelle leggi”. […] e se il Cosmo facesse lo stesso su larga scala? […] Dunque è nato, benché non potesse nascere, poiché non aveva niente da cui nascere. Il Cosmo è una fluttuazione proibita. Costituisce un capriccio momentaneo, una momentanea deviazione dal comportamento normale, solo che si tratta di un momento di dimensioni monumentali. L’Universo è una deviazione dalle leggi fisiche così come, su scala minima, lo è il mesone! […] Il Cosmo infatti esiste a credito. Esso è, insieme a tutte le costellazioni e le galassie, un mostruoso indebitamento, è come un’obbligazione fondiaria, un impegno che alla fine deve essere saldato. L’Universo è un prestito illegale, è un debito materiale ed energetico, dove l’apparente “avere” rappresenta in realtà un debito scoperto. Così il Cosmo, in quanto Capriccio Illegale, scoppierà un bel giorno come una bolla di sapone. in quanto anomalia esso ricadrà in quello stesso Non-essere da cui è scaturito. Solo quel momento costituirà il ritorno all’Ordine delle Cose! […] rendere pubblica la situazione avrebbe fatto precipitare il nostro mondo nel caos spirituale e in uno stato di sgomento che avrebbe potuto mandare in malora la nostra civiltà. Chi avrà mai più il coraggio anche di muovere un dito, sapendo che a ogni secondo tutto può sparire con lui? […] Bisogna capire che il debito cosmico non può essere saldato; […] l’Universo è diventato il più importante, ma anche il più indifeso Debitore del Nulla.

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