Il paese dei gatti

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#ricorrenze: Marco Polo e Galileo Galilei

scena da Faust di Sokurov

fotogramma da Faust di Sokurov

L’8 gennaio del 1642 moriva ad Arcetri Galileo Galilei, alla età di 77 anni. imagePiù di tre secoli prima, l’8 gennaio 1324 moriva a Venezia, nella sua città natale, Marco Polo, a 69 anni. Di certo il primo non ha viaggiato meno del secondo, tutto intento come deve essere stato a perlustrare in lungo e in largo con il suo nuovissimo cannocchiale la via lattea e la luna, che lo avrà anch’essa occhieggiato a lungo da lassù.

Marco Polo invece ha percorso per tre anni molte terre orientali, giungendo
infine alla corte del Kublai Khan, divenendone consigliere e ambasciatore.

dal capitolo La via della seta, in Le 70 meraviglie della Cina

dal capitolo La via della seta, in Le 70 meraviglie della Cina

Il racconto del viaggio, iniziato nel 1271, è stato affidato al celebre Il Milione, dove Marco Polo dà conto di ogni tappa, molte delle quali seguivano la mitica, inafferrabile e mutevole Via della Seta:

dal catalogo della mostra Sulla Via della Seta, al Palazzo delle Esposizioni a Roma dal 27 ottobre 2012 al 10 marzo 2013

dal catalogo della mostra Sulla Via della Seta, al Palazzo delle Esposizioni a Roma dal 27 ottobre 2012 al 10 marzo 2013

il bacino del Tarim, il deserto dei Gobi, il Catai, il Fiume Giallo e Khanbaliq, l’odierna Pechino. Tornerà nella sua Venezia dopo 17 anni. Ma certamente non immaginava che il suo personaggio avrebbe dovuto compiere ancora un altro viaggio, tra le pagine di un libro, come protagonista, ma non come autore. E questa volta, è messo chiaro sin da subito, l’impresa sarà ben più ardua..

Non è detto che Kublai Kan creda a tutto quel che dice Marco Polo

Il viaggio si svilupperà tutto nelle pieghe più riposte dell’animo umano, percorrerà specchi, memorie, allusioni, echi, sarà felice, malinconico, crudele, sempre implacabile. Il viaggiatore rimarrà fermo, e le città saranno invisibili. Nel 1972 Italo Calvino pubblica il suo avventuroso viaggio.

Ricordo che i miei genitori comprarono il libro in una edizione Oscar Mondadori, quella con il retro copertina dorato, ormai consunta, l’estate del 1998, perché il professore di italiano ce lo aveva dato come compito a casa da leggere. E ci diede anche uno schema, che ancora conservo e illustrava una scacchieraimage costruita con i capitoli del libro. Perché ci fosse chiaro, credo, che la storia era prima un’opera di raffinata ingegneria letteraria, poi di narrazione. Ne lessi quattro pagine, forse. Non capii assolutamente nulla, nemmeno una parola. Ma di cosa sta parlando questo qui e dove è finito il racconto del viaggio? probabilmente pensai.

Ho riaperto quello stesso libro nella estate del 2011, lo lessi in una settimana, non sono molte pagine. Magia! adesso sì che si capiva. E anche la scacchiera, chiarissima, bellissima. Chissà cosa era cambiato. Ancora oggi lo apro, questo libro, sottolineo, sottolineo, consulto, rileggo, copioincollo, rileggo, dimentico, rileggo, trascrivo, ricordo, rileggo.. Non credo che si possa fare più a meno di questo ultimo viaggio, scritto nel 1972, di un Marco Polo stanco, malinconico e visionario, ma sempre acceso di incanto per la sua bella Venezia, che continua a descrivere al Kublai Khan, in ogni racconto, in 52 modi diversi, nell’arco di una sera sempre uguale..

KUBLAI: – Abbiamo dimostrato che se noi ci fossimo, non ci saremmo.

POLO: – Eccoci qui, difatti.

Li Mount - Xi'An 2010

Li Mount – Xi’An
2010

Le città invisibili non smettono mai di comparire ai nostri orizzonti, e alimentano continuamente l’ispirazione e le intuizioni di lettori e artisti, come testimonia la mostra allestita lo scorso settembre nella galleria di Palazzo Patrizi a Siena, o la bellissima iniziativa #invisibili lanciata nel 2013 da twletteratura.org, o la lettura che nel 2012 ne è stata fatta all’Auditorium di Roma, nell’ambito della manifestazione Libri Come.

E allora oggi, in questa ricorrenza, continuiamo a viaggiare, e a cercare, e a raccontare ciò che vediamo e troviamo.

Se ti dico che la città cui tende il mio viaggio è discontinua nello spazio e nel tempo, ora più rada ora più densa, tu non devi credere che si possa smettere di cercarla.

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