Il paese dei gatti

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#AvvocatiNellaLetteratura #SpecialeCalamandrei Chiarezza nella Costituzione

Questa settimana vi propongo un focus letterario, uno Speciale Piero Calamandrei, cioè tutte e cinque le puntate da lunedì a venerdì dedicate a cinque diversi libri del grande giurista.

Oggi leggo un brano tratto da Chiarezza nella Costituzione. Si tratta di un discorso tenuto il 4 marzo 1947 avanti la Assemblea Costituente, ora edito da Edizioni di Storia e di Letteratura, nella  collana Civitas, con una bella introduzione di Carlo Azeglio Ciampi. Il discorso coglie la portata innovativa e importante del nuovo strumento legislativo, ma allo stesso tempo ne tempra la resistenza a molteplici nascosti tranelli.

Così per esempio, avverte che

Chi ha partecipato alla discussione delle commissioni sa che molte volte, per una parola, si è discusso intere giornate; e che in questa contesa di correnti diverse, più che cercare di far prevalere la propria tesi, tutti hanno cercato d’impedire che prevalessero le tesi degli avversari.

E’ un po’ successo, agli articoli di questa Costituzione, quello che si dice avvenisse a quel libertino di mezza età, che aveva i capelli grigi ed aveva due amanti, una giovane e una vecchia: la giovane gli strappava i capelli bianchi e la vecchia gli strappava i capelli neri; e lui rimase calvo. Nella Costituzione ci sono purtroppo alcuni articoli che sono rimasti calvi.

Calamandrei suscita così l’ilarità generale, ma la calvizie della Costituzione è argomento serio, e non perde occasione di dimostrarlo, ad ogni paragrafo. E allora, nel paragrafo sul Discredito delle leggi, si legge:

[…] una delle più gravi eredità patologiche lasciate dal fascismo in Italia è stata quella del discredito delle leggi: gli italiani hanno sempre avuto assai scarso, ma lo hanno quasi assolutamente perduto dopo il fascismo, il senso della legalità [..]; e questa perdita del senso della legalità è stata determinata dalla slealtà del legislatore fascista, che faceva leggi fittizie, truccate, meramente figurative, colle quali si industriava di far apparir come vero attraverso l’autorità del legislatore ciò che in realtà tutti sapevano che non era vero e non poteva esserlo. [..] Bisogna evitare che nel leggere questa nostra Costituzione gli italiani dicano anch’essi: “Non è vero nulla”.

E anche oggi, come allora.

Piero Calamandrei

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