Il paese dei gatti

Recensioni, segnalazioni, osservatorii, racconti, suggerimenti

#DiarioDiBordo giorno 3 Il poema dei lunatici, di E. Cavazzoni

Dal sesto al decimo capitolo, Salvini ascolta attentamente il racconto del prefetto, come ha fatto carriera, e di cosa si occupa. È ormai di notte, con il chiaro di luna, alla cui luce tutto improvvisamente sembra vero, e non una scena di teatro.

e le ombre erano tutte orientate in un senso, cosa che, mi dicevo, non sarebbe stata possibile con un riflettore sospeso a qualche decina di metri. Così ho concluso che la luna probabilmente era vera, o almeno era a una distanza non misurabile; e andava per conto suo, senza preoccuparsi di niente, neanche di cosa sembrava.

Scopriamo così che è stato messo a riposo, ma è facente funzione. Cosa significa? Quando era prefetto in carica si accorgeva che tutti i suoi sottoposti gli mentivano e si limitavano a sottoporgli per la firma resoconti e documenti redatti ad arte per tenerlo all’oscuro e lavorare di meno. Così  lui si rifiutò di firmarli. Naturalmente, il Ministero lo convocò, lo ammonì, offrì una seconda possibilità, infine lo mise a riposo. Ma da certi sguardi e atteggiamenti lui però comprese di avere ricevuto un incarico segreto, in modo che nessuno potesse più ingannarlo, insomma: un facente funzione. È quindi libero ora di svolgere il proprio incarico ministeriale senza ostacoli e di poter finalmente occuparsi di tutti gli abusivi e irregolari, come quei signori che vivono nei tubi dell’acqua.

– Io non mi espongo mai, ha capito? sarebbe la fine. Mi verrebbero a contare di nuovo tutte le loro balle. E sa cosa succede ai prefetti normali? […] Che li prendono sottogamba. Che li spernacchiano. Perché per tutti, per tutta la gente, i prefetti sono dei polli, che contano meno di zero. Ha capito? Dei polli.

[…] Lei lo sa cosa vuol dire capire che tutto non è così come sembra, ma poi non sapere com’è?

[…] in definitiva un prefetto deve fidarsi, perché non può andare lui di persona, a appostarsi o a chiedere i documenti. Le pare?

E Savini, che ha dimostrato doti eccezionali, essendosi accorto dei signori che recitavano nel bar, e dei signori che vivono nei tubi, è nominato ausiliario. Il primo compito è individuare i confini di competenza della prefettura, e a tal fine Savini dovrà interrogare le persone alla ricerca di quelle zone poco conosciute che hanno bisogno di essere amministrate e controllate. Proprio come le tubature dell’acqua.

– Sente la cittadinanza? Sa qual è il loro mestiere? Far finta di niente. E intanto cosa crede? Si fan pian piano la loro vita, tutta in privato, e se la tengono nascosta. E sa come si chiama fare così? Glielo dico: è l’anarchia.

Coloro che possono riferire su queste regioni misteriose sono quelli che vivono al confine o che le hanno attraversate e sono tornati per raccontarlo. I cd. bilingui, che parlano sia la nostra lingua, sia quella della regione misteriosa confinante. E proprio loro in realtà costituiscono la prima regione sommersa:

Gli dicevo che in questi bilingui di confine si può ritrovare un carattere: che è l’attitudine al volo e a stare sospesi. […] Questo volare o stare sospesi viene probabilmente dalla situazione di essere apolidi e dei confinanti, e di essere per questo contesi e sempre in allarme.

Io direi che si è sviluppata una possibilità di stare per aria senza che appaia a nessuno.

[…] e è un caso di semplice volo, senza grandi scoperte o incontri. Ma che dimostra la capacità o attitudine di alzarsi per aria e far della strada, non la solita.
Interrogando queste persone Savini traccia una prima mappatura.

Poi scopre l’esistenza dei ripetitori, che entrano dalle fessure e dai buchi nelle case, e ripetono infinite volte qualsiasi cosa che una persona pensa, frastornandola. Sono petulanti e dispettosi, non smettono mai. Vivono in una sorta di canyon dove sono ormai entrate tutte le parole dette al mondo e

il frastuono accumulato è enorme. E c’è chi dice che questa è la terra della memoria, dove niente va perso, ma resta lì, detto e ridetto dall’eco in permanenza.

Poi c’è la madonna, di cui esistono numerosi esemplari, che fanno le apparizioni in genere dentro i nidi, sugli alberi o sui tetti. Come a un contadino a cui è apparsa sopra un olmo, e fu creduto pazzo perché in prossimità di quell’albero accelerava sempre con il trattore, apparentemente senza motivo, essendo convinto di arrecarle disturbo con il rumore del motore, se vi avesse transitato a lungo. Il fratello, volendo salvarlo dalle dicerie di pazzia, trascorreva giorni a perlustrare ogni centimetro di quella zona, per scoprire cosa lo facesse accelerare.

E lui non si immaginava, si vede, che la madonna era proprio lì sulla sua testa; pensava probabilmente che qualcosa doveva esserci, se c’era, in terra o sotto, e comunque era un tipo che per abitudine stava a occhi bassi. Ma non si può dire però se anche lui la madonna l’ha vista e ha fatto finta di non vederla;

E per quel suo cercare invano chissà cosa, fu creduto a sua volta pazzo. Finché gli abitanti pensarono che lì i fratelli avessero nascosto un tesoro, e allora scavarono ovunque, sradicando anche l’olmo. La madonna si posó su un altro albero e perseverò nelle sue apparizioni.

Poi ci sono

certe zone disabitate ed estese: uno ci gira senza incontrare nessuno e senza vedere niente. [..] uno sta a casa sua, con la moglie, coi figli, o con i parenti venuti a trovarlo, e fa la vita di sempre; ma ha la testa nel mondo dei lucchetti.

E qui è inutile fare censimenti, perché la popolazione è zero, o comunque nessuno è mai riuscito a vederla, vicina o lontana, o a sentirla ad esempio anche solo dietro le spalle. Unica ipotesi è che ci sia gente trasparente e muta, o gente che per autodifesa non lascia tracce nella memoria. [..] Una specie di deserto, ma nuvoloso; come il deserto dei Gobi, dove dicono che quando uno v’è entrato, può anche mettersi quasi subito lì a sedere, che tanto non si sa dove andare. Anzi, a stare a sedere capita delle volte che il deserto si ritiri pian piano, e così uno esce fuori senza muovere un passo.

Anche se non è semplice trovare i confini di queste regioni, che sono molto elastici e variano in base alla persona.

e a tirare queste barriere non è il ministro della difesa o qualche ufficio del dazio per ragioni di protezionismo o cose del genere. Per queste frontiere c’è un servizio sanitario locale che ferma le immigrazioni e i pericoli di contagi e infezioni; con poco successo, a dire la verità; per il motivo sempre dell’elasticità del confine, tanto che spesso non lo si riesce nemmeno a trovare dov’è. O lo pestano i funzionari, senza vederlo, e vanno loro nei guai.

Ci sono quelli dediti all’ossessione

Probabilmente sono di una razza vicino all’umana, per la voce che hanno; ma anche forse sono una forma evoluta di anellidi che vivono in simbiosi coi dubbi mentali. […] vengono dalle bolle di metano di certi acquitrini […] Da lì si spingono a sciami sotto le finestre della gente che dorme e che ha i pensieri. E incominciano le loro litanie e i risolini. […] in genere bisogna correre via sopra un risciò, facendosi largo con il frustino.

E di ciascuna regione Savini riferisce al prefetto un rapporto dettagliato. In cambio il prefetto lo informa di certi episodi storici, che gli sembrano pertinenti e che non sono andati come tutti dicono, inclusi i manuali di storia. Come Alessandro Magno e i suoi soldati alla conquista dell’oriente: non è vero che procedevano incontrastati. In realtà di ogni civiltà ne assumevano gli usi e i costumi, prendevano moglie e ne imparavano la lingua. Con il risultato che dopo poco non erano più greci, ma una massa informe e disordinata di tutto quanto potesse esistere sulla terra. Un circo. E come tale venivano accolti nelle nuove città: nessuno li combatteva più perché erano un fenomeno di spettacolo, non più bellico. E così, non hanno vinto, ma sono stati semplicemente assorbiti nei territori conquistati. Come gocce di pioggia nel terreno. O come gli Atzechi, che non sono scomparsi. Semplicemente, dopo la depredazione degli spagnoli hanno rinunciato a costruire edifici ed estrarre materiale prezioso dalle rocce, per non offrire più l’occasione di essere depredati. Si limitano a fissare la materia e a vederci quello che potrebbero costruirci, compiacendosi dell’idea.

Prendono un sasso e guardandolo per delle ore in tutte le venature lo cesellano come un merletto, ne fanno un gioiello finissimo, una capigliatura svolazzante di ninfa in cui si distingue ogni nastro, ogni capello. Poi lo buttano via questo sasso, e ne cercano un altro, per vedere le bellezze che ci sarebbero potute essere dentro.

Non vi ricorda una certa città invisibile di Calvino, ai cui abitanti piace vivere sospesi per contemplare dall’alto la propria assenza? E in effetti Savini e il prefetto procedono nella loro mappatura attraverso una narrazione degna di Marco Polo e Kublai Khan. Sulla scorta delle ricerche fatte, decidono di disegnare una cartina geografica, però su fogli di velina trasparente, sovrapponibili, per rimediare al problema della mobilità dei confini.

E una volta disegnata la cartina, il prefetto dividerà certe zone e le assegnerà a Savini, che potrà applicarci la legge che vorrà, in funzione della autorità del prefetto.

lei passa con la bacchetta e si fa sentire come vuole. Li mette in riga o li manda a spasso, a suo piacimento, gli indigeni. [..] E poi dichiara la legge, … senza discutere, che è la legge della bacchetta.

image

Annunci

Un commento su “#DiarioDiBordo giorno 3 Il poema dei lunatici, di E. Cavazzoni

  1. Pingback: Avevo avuto quel sospetto, che ci fossero delle bottiglie nei pozzi, di tutti quelli che son naufragati | Il paese dei gatti

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Sbircia nell’archivio dal 2009 ad oggi

Cerca i post pubblicati per data

agosto: 2016
L M M G V S D
« Lug   Set »
1234567
891011121314
15161718192021
22232425262728
293031  

Statistiche del Blog

  • 8,638 visite

Through the looking glass

"..and Alice began to remember that she was a Pawn, and that it would soon be time for her to move".

Seguimi su Twitter

Seguimi su Instagram

#nofilter #domenicasera #sunset in #Rome  #nowhere is like #home #pace 🌆 Presto sul #blog Lo avete già letto? #Bitglobal #avvocati #economia #lettori #pagine #libri #books #instabooks #nuovo #post Quando #Yourcenar incontra #Piranesi e la #mostra a #Roma #PalazzoBraschi #arte #pagine #libri #lettori  #utopia #carceri d' #invenzione #incubi #nightmare Link in bio La #Roma che ossessiona #libri #books #pagine #nuoveletture #Piranesi raccontato da Marguerite #Yourcenar #Paginedarte #arte #obsession #carcere #Gipi La #terra dei figli. Un #libro bellissimo tra i più recenti graphic novel #pagine #lettori #books #instabooks #AI #artificialintelligence #Geb #Hofstadter #congiuntv 🦀🐢🤖📺 Nessun insensato congiuntivo please! #books #libri #pagine #instabooks #lettori
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: