Il paese dei gatti

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10 KM #WERUNROME BUON ANNO A TUTTI!

Allora l’ultimo giorno dell’anno ho corso per 10km nel centro storico di Roma, e chi fa running mi crederà se dico che la We Run Rome è una delle cose più belle di tutto l’anno, ed è bella anche perché è proprio il giorno di San Silvestro, e quando sei lì che corri tra questi palazzi e monumenti pazzeschi pensi a un sacco di cose, alle cose accadute, all’anno che si chiude, al futuro. E intanto corri, per i fatti tuoi, ma insieme a tante persone (millemila!!) che gridano, si fanno il tifo da sole, cioè tra di noi, si canta e ci si chiama, è una gran festa. E tu pensi inevitabilmente perché tutta questa gente sta correndo, festosa, e perché tu stessa stai correndo. Poi fai un gioco tra te e te (è lunga un’ora, anche se a guardarla indietro sembra un attimo, anzi è un attimo), elenchi tutto quello per cui vale la pena di correre, proprio con questo corpo, questi polmoni, questo fiato. E ti viene una sfilza interminabile di cose, e di persone, e ti trovi tutta contenta e grata che ci sono così tante cose e persone per cui impegnarsi, che valgono le tue gambe, il tuo fiato, il tuo impegno e allenamento. E corri un pochino di più, e pensi che tutti lì intorno stanno correndo per qualcosa, nel loro cuore, forse ne sono consapevoli o forse lo fanno e basta.


Un’altra cosa bellissima della We Run Rome sono le facce dei passanti che passeggiano (anzi, passeggiavano fino a un attimo prima) nelle vie dello shopping, o nei parchi, e si ritrovano spettatori di questa orda di folli che corrono e gridano, e corrono via veloci (più o meno). E tutti si affacciano oltre il nastro e mostrano i loro volti pieni di stupore e sorpresa, ma contenti, che sembrano tutti felici di vederti. E anche tu sei felice, che siano felici di vederti correre, e sei felice anche di correre. E loro ti gridano il tifo, chi ti fotografa, chi espone la mano per batterla contro il tuo palmo (soprattutto i bambini, lo fanno e ridono un sacco poi), e tutto sembra un piccolo miracolo di pace, serenità e piacere di stare insieme come comunità.


Poi la strada si inerpica e inizia la salita del Pincio, e lì lo sai che devi portar pazienza e tener duro, che è una cosa che va fatta e basta, ed è inutile stare a pensare quanto è difficile. Si attraversa buona parte di Roma con questo percorso, ogni zona ha i suoi ricordi e le sue persone, anzi le mie persone: le domeniche mattina a Villa Borghese o le incursioni serali a Monti tra un esame e l’altro; intanto si continua a correre e passa Via Veneto, dove non ce la fai più, ma non ancora, non è finita. Poi la galleria, anche lì, hai dato tutto, ma ancora no. Il 2016 è stato un anno duro, difficile, non tutti ce l’hanno fatta, tanti ragazzi e ragazze giovani, anche della mia età, una cosa a cui non si può pensare. Eppure dobbiamo andare avanti, anche per chi non c’è più.
Ecco Via dei Serpenti, me lo ricordo, è quasi fatta, basta stringere ancora un po’ i denti. Poi c’è il colosseo e, mamma mia, quanto è grande, no, mi ricordavo male, non è finita per niente. Ma si va avanti, si deve andare avanti. Ogni volta che sono in difficoltà mi viene automaticamente in mente quando stavo stipata con altre migliaia di candidati alla fiera per l’esame di Stato, al freddo come pinguini. Tutto il resto sembra sempre in discesa poi. E non hai più paura di niente, nemmeno dei miei colleghi, che con un tweet mi catapultano in un progetto di web radio prima fatto di nulla, poi di tante cose e alla fine è concretissimo, e tu ancora non te ne capaciti. È un viaggio veramente bizzarro il nostro, con questa webradio coraggiosa e inaspettata, ma è bello, veramente tutto bellissimo.

È iniziata una discesa, si intravede circo massimo in fondo, e allora sì, lo si capisce che sta per finire. Ancora un po’ di pazienza, ma questa volta sì, si vede la fine.
Gli ultimi metri sono i più belli, si dà tutto e si sentono le ali ai piedi, poi si arriva e non ci si può fermare, non subito, altrimenti si cade a terra e non ci si rialza più. Al traguardo ci mettono in mano una mela e ci dicono bravi. Sono tutti entusiasti. Tutto per una mela. Ma la dovevate sentire, davvero, era la mela più buona del mondo. E Roma era splendida. E io ora ho bisogno di una doccia.

Grazie a tutti, grazie. È stato un bel 2016. Ora, di nuovo avanti. Abbiamo ancora un mucchio di cose da fare insieme!

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Questa voce è stata pubblicata il 5 gennaio 2017 da in Ricorrenze con tag , , , , , , .

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